2004-06-25 La Signora di tutti i Popoli

2004-06-25 La Signora di tutti i Popoli

«Eccomi a te mia cara figlia, sono la Mamma del Cielo, sono la Signora di tutti i Popoli, sono qui dinanzi a voi, che prega assieme a voi il buon Gesù, il Salvatore, Colui che salva.

Sì, solo Lui vi trarrà in salvo da questa vicenda, perché in Lui è l’Onnipotenza su tutte le cose, andate a Lui con fede sincera e rispettosa riverenza nella confluenza del Dono.

Pregate figli miei, sì pregate, domani fra poche ore è il giorno dedicato a me, dedicato alla Madre del Cielo. Venite ad adorarmi in quella chiesetta, là dove sono, pochi frati sono rimasti. Andate là già con la prospettiva dentro il cuore di aver ricevuto il Dono dall’Amore, sì perché l’Amore è Gesù, l’Amore d’un Amato.

La maggior parte dei figli lo hanno abbandonato, ma voi, voi figli miei non fate come quei figli che dicono di Amare Gesù e Maria, ma poi mandano avanti tutte le loro faccende e non vengono ad adorare il Signore nella Santa Eucaristia e a venerare Maria la sua Santissima Madre.

In voi deve regnare la pace, ma quella Pace che solo il Signore dà a ciascuno di voi. Voi figli miei gioite, perché conoscete Gesù e ancor più la Madre, questo è il più grande riconoscimento di un essere umano, per iniziare il vostro giorno con Gesù e Maria nel cuore e farlo terminare con il loro Amore dentro di voi.

Ed ora figliolina mia, la Signora di tutti i Popoli ti augura una buona notte e la benedizione del mio Divin Figlio Gesù sia con te e con i tuoi cari. La Santissima Trinità. L’Amen».

2004-06-25 La Signora di tutti i Popoli

Nota
Nella cattedrale di San Ciriaco, dove il romanico incontra il bizantino, una piccola luce rimane accesa nel braccio sinistro. Illumina un dipinto che cattura lo sguardo di visitatori e fedeli. Dentro un’edicola marmorea del 1739, opera di Vanvitelli, è custodita l’immagine della Beata Vergine Maria, “Regina di tutti i Santi”, che gli anconetani venerano come la “Madonna del Duomo”. È un quadro semplice, 37 per 45 centimetri, ma la sua storia è antica e potente.

Nel 1615, durante una notte di tempesta, un capitano veneziano di nome Bortolo vide il figlio scomparire tra le onde. Disperato, gridò verso il cielo: “Maria, rendetemi il figlio!”. La Madonna ascoltò la sua supplica: il ragazzo fu restituito al padre, vivo. Riconoscente, il capitano approdò ad Ancona e donò alla Chiesa quel piccolo dipinto che lo aveva accompagnato nei suoi viaggi. La Vergine vi appare umile, il volto inclinato, gli occhi semichiusi rivolti ai fedeli.

La devozione degli anconetani crebbe rapidamente, e divenne ancora più intensa nel 1796, durante l’avanzata di Napoleone Bonaparte. Il 20 giugno Pio VI firmò l’armistizio di Bologna, che aprì la strada all’occupazione di Ancona, Bologna e Ferrara. Le chiese vennero saccheggiate per finanziare la campagna militare, e il destino di Ancona sembrò segnato.

Il 25 giugno, mentre le truppe francesi entravano in città, molti anconetani erano raccolti in preghiera davanti all’immagine della Madonna. Fu allora che notarono un cambiamento: gli occhi della Vergine apparivano aperti, rivolti verso di loro, e il volto sembrava distendersi in un sorriso rassicurante. La notizia del prodigio si diffuse rapidamente, e il miracolo si ripeté più volte fino al febbraio del 1797.

Quando Napoleone arrivò ad Ancona, ordinò che il quadro gli fosse portato: voleva distruggerlo. Davanti alle autorità cittadine e ai canonici, si avvicinò all’immagine. Ma all’improvviso impallidì e ordinò che fosse coperta. Non volle più guardarla. I testimoni parlarono di una visione che la Madonna mostrò al generale per fargli cambiare idea. Così l’immagine rimase al suo posto, e continua ancora oggi a volgere i suoi occhi misericordiosi verso chi la invoca.